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La biblioteca è un corpus compatto di opere in gran parte del '700, costituitosi nell'arco di quel secolo. Le opere catalogate sono 132 per 258 volumi. I testi poichè erano destinati ad una biblioteca ecclesiastica sono libri liturgici, Bibbie, opere di storia della chiesa, di teologia e di diritto canonico. Al di fuori di questa tipologia troviamo una grammatica aldina, i cinque volumi dell'architetto e teorico dell'architettura Sebastiano Serlio, l'opera classica storiografa antica di Tito Livio, la notissima pubblicazione erudita del frate agostiniano Calepino. |
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Per quanto riguarda la datazione delle opere troviamo un incunabolo,dodici cinquecentine, trentotto opere a stampa del seicento e le restanti pubblicate nel '700. Nell'economia generale della biblioteca è importante sottolineare la presenza di opere di ispirazione postrealista. Si cita inoltre Francesco Malaguzzi il quale evidenzia che " A prescindere dalle legature di particolare pregio, la biblioteca del Santuario presenta un aspetto complessivo suggestivo grazie proprio alle legature comuni prevalenti, in pergamena, bazana o carta decorata".
( Da " La Biblioteca del Santuario di San Giovanni d'Andorno" Anno 2002. Testi tratti da P. Bellardonee F. Malaguzzi.) |
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Tesori di Charta
Alla scoperta delle biblioteche storiche
dei Santuari Biellesi di Graglia, Oropa, San Giovanni d'Andorno |
Il Biellese è una terra dove devozione e religione hanno lasciato sul territorio tracce significative ed importanti. Numerosi sono i Santuari, risultato della devozione popolare, costruiti tra le montagne, in bellissime posizioni dominanti. I tre maggiori Santuari Biellesi: Graglia, Oropa e San Giovanni d'Andorno, oltre ad essere luoghi di fede e mete di pellegrinaggi sono anche occasione di scoperta artistica, storica e culturale. Le bibioteche storiche dei tre Santuari sono veri e propri giacimenti culturali di straordinaria importanza. L'iniziativa "Tesodi di Charta" si propone quindi di riscoprire, valorizzare e promuovere questo ricchissimo patrimonio librario biellese e di portarlo a conoscenza non solo dei bibliofili, ma anche di un publico più ampio con visite guidate. |
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